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::: I 50 anni della Corvette :::
Louis Chevrolet

La bandiera svizzera nel logo Corvette: un tributo alla sua ascendenza europea.

Louis Chevrolet, co-fondatore della società a cui ha dato il suo nome, era nato in Svizzera, sui monti del Giura, nel 1878, figlio di un orologiaio di La Chaux de Fonds.La storia della Corvette cominciò il 2 giugno 1952, quando Harlow Curtice e Thomas Keating, rispettivamente presidente del gruppo General Motors e direttore generale della Chevrolet, approvarono la produzione del prototipo EX-122.Nasceva così la Corvette, la leggendaria automobile sportiva che deve il suo nome ad una veloce nave di scorta. Da allora, le cinque generazioni della Corvette sono state vendute complessivamente in oltre 1,2 milioni di esemplari.Negli ultimi due anni, il modello da competizione C5-R ha riportato numerose vittorie nel campionato americano ALMS ed alla 24 ore di Le Mans. Nessuno può dire, quindi, che questa sportiva così leggendaria riposi sugli allori. Al contrario,la velocissima biposto continua a scrivere importanti pagine della storia dell’automobile e ad imporre nuovi standard tecnologici.

Emblems
La prima Generazione C1, dal 1953 al 1962
Corvette C1 La carrozzeria in vetroresina definisce un nuovo segmento.

Alcune automobili possono essere concepite sulla scrivania o magari sotto la doccia. Nel caso della Corvette, il lampo di ispirazione a cui fu dovuta questa innovativa roadster americana arrivò invece durante una competizione automobilistica.Nel gennaio 1953 la Corvette fece la sua prima apparizione in pubblico in occasione del Motorama Show al Waldorf Astoria Hotel di New York. La risposta del pubblico fu travolgente: solo sei mesi più tardi, il 30 giugno 1953, il primo esemplare della Corvette uscì dalla fabbrica di Flint (Michigan, USA). La bellezza mozzafiato di questa biposto scoperta era opera di Harley Earl, l’inventore delle pinne posteriori delle Cadillac. La nuova Corvette scopriva aggressivamente i "denti" cromati della mascherina, come un animale da preda.Ma la prima generazione della Corvette rappresentò una pietra miliare, oltre che nel design, anche dal punto di vista tecnologico: fu infatti la prima automobile prodotta in serie dotata di carrozzeria in vetroresina.

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Lo small-block V8. Velocitą fino a 241 km/h. Nel luglio 1953, Ed Cole, capo-ingegnere della Chevrolet e (dopo Harley Earl) secondo padre spirituale della Corvette, fu affiancato da Zora Arkus-Duntov, un giovane ingegnere appassionato di corse automobilistiche.Nel 1955 Cole ed Arkus-Duntov modificarono la Corvette, montando al posto del 6 cilindri un V8 small-block dotato, all'epoca di una cilindrata di 4,3 litri e di 195 CV di potenza. Nel 1957 il motore, maggiorato a 4.600 cc e dotato di alimentazione ad iniezione, sviluppava gią 283 CV.La biposto accelerava da 0 a 100 km/h in appena 7 secondi. La velocitą fu ulteriormente aumentata con l'ultimo modello di questa prima generazione, quello del 1962:il suo V8 da 5,3 litri, in grado di erogare ben 360 CV, poteva toccare i 241 km/h.
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La  seconda Generazione C2, dal 1963 al 1967
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Ispirata allo squalo:la 2a generazione con sospensioni indipendenti.

La leggenda vuole che Bill Mitchell, all'epoca capo-progettista della GM, stesse pescando in alto mare quando ebbe l'idea di ispirarsi per la linea della Corvette alla sagoma dello squalo. Il prototipo Shark e la Corvette Stingray da corsa del 1959 anticipavano già diverse caratteristiche delle Corvette di seconda generazione.I fari a scomparsa e le aperture laterali poste all'altezza dei parafanghi permisero di mettere maggiormente in risalto la pulizia della linea. Nonostante il passo fosse dieci centimetripiù corto (2,49 metri), le Corvette C2 sembrano più lunghe e slanciate di quelle della prima generazione. Alla versione cabriolet venne ad aggiungersi quella coupé.

La Corvette con lunotto sdoppiato. Oggi ambitissima dai collezionisti.

Una “chicca” particolarmente ricercata dai moderni collezionisti è la Corvette con lunotto sdoppiato, prodotta soltanto nel 1963 in appena 10.600 esemplari. A partire dall'anno seguente la banda metallica che separava il lunotto venne già eliminata per migliorare la visibilità e per semplificare la produzione.L'altra principale innovazione era il motore big-block. La sua cilindrata, inizialmente di 6,5 litri, venne aumentata a 7 nel 1966.Il motore disponeva di un'enorme coppia motrice (554 Nm a 4.000 giri/minuto) e di una potenza di 425 CV. Così equipaggiata, la Corvette accelerava da 0 a 96 km/h in appena 4,8 secondi.

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La  terza Generazione C3, dal 1968 al 1982
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Ispirata allo squalo:la 2a generazione con sospensioni indipendenti.

La leggenda vuole che Bill Mitchell, all'epoca capo-progettista della GM, stesse pescando in alto mare quando ebbe l'idea di ispirarsi per la linea della Corvette alla sagoma dello squalo. Il prototipo Shark e la Corvette Stingray da corsa del 1959 anticipavano già diverse caratteristiche delle Corvette di seconda generazione.I fari a scomparsa e le aperture laterali poste all'altezza dei parafanghi permisero di mettere maggiormente in risalto la pulizia della linea. Nonostante il passo fosse dieci centimetripiù corto (2,49 metri), le Corvette C2 sembrano più lunghe e slanciate di quelle della prima generazione. Alla versione cabriolet venne ad aggiungersi quella coupé.

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Big-block V8. Il motore più potente nella storia della Corvette.

I motori big-block degli anni 1970 - 1974 sono i più potenti mai realizzati: la cilindrata di 7,4 litri corrisponde ad un volume per cilindro di oltre 930 cc. La potenza di 425 CV era all’epoca la più alta mai espressa da questa leggendaria sportiva americana, nonostante la contemporanea riduzione del rapporto di compressione.Un decennio dopo gli ingegneri Corvette dimostrarono nuova-mente il loro spirito innovativo lavorando sulle sospensioni. A partire dal 1981, la balestra trasversale posteriore è realizzata in materiale composito. I vantaggi sono molteplici: peso ridotto di 4 kg, assenza di corrosione e durata cinque volte superiore.Nel 1981 la produzione venne trasferita per la seconda volta dopo il dicembre 1953: da St. Louis, nel Missouri, a Bowling Green, nel Kentucky dove le Corvette sono costruite ancora oggi.

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La quarta Generazione C4, dal 1984 al 1996
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Linee pulite, carrozzeria filante, materiali leggeri.

La Corvette di quarta generazione ha il fascino razionale degli anni ’80. Il suo progettista Jerry Palmer ha dato a questa sportiva una forma pulita e funzionale. Questo design essenziale ha dimostrato la sua validità nella galleria del vento, con un coefficiente di penetrazione aerodinamica (0,34) tra i migliori della sua epoca.Complessivamente, la Corvette C4 era più piccola della precedente. Il 1986 vide il ritorno di una versione scoperta, la cui capote spariva elegantemente all'interno di uno scomparto. Fu un immediato successo.Per migliorare la maneggevolezza e la ripartizione dei pesi, i progettisti della C4 arretrarono il motore verso il centro della vettura. La maggiore larghezza del tunnel della trasmissione irrigidì ulteriormente la carrozzeria dal punto di vista torsionale. La sicurezza attiva venne migliorata con l'adozione dell'ABS (1987) e del controllo della trazione (1992).La C4 era disponibile soltanto con V8 da 5,7 litri; nel 1985 viene lanciato il motore L98 con nuovo sistema di iniezione Bosch e misuratore del flusso d'aria.

Nuovi materiali. Componenti in alluminio e materiali leggeri.

In fatto di leggerezza costruttiva i progettisti della Corvette sono stati sempre all'avanguardia. Già sulla C4 i collegamenti trasversali superiori e posteriori della sospensione anteriore, il supporto del generatore, alcune parti del servosterzo, il compressore del climatizzatore e l'albero di trasmissione erano in alluminio.Il cofano era un sandwich di materiali compositi. Il radiatore aveva alette in alluminio e serbatoio di espansione in plastica. Nel 1985 la Corvette adottò materiali sintetici per l'involucro del servofreno e nel 1986 le testate in alluminio.Dopo 358.000 esemplari prodotti della C4, nel gennaio 1997 fu presentata al Salone di Detroit una Corvette completamente nuova: la C5.

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La Corvette ZR-1

lavoro sulla ZR1 iniziò nel "1986" quando il team delle Corvette contattò la Lotus, allora parte del gruppo General Motors, con l'idea di sviluppare partendo dalla C4 un veicolo ad alte prestazioni. La Lotus progettò un nuovo motore con il quale sostituire il motore L98 utilizzato sulla Corvette standard. Ne risultò il motore LT5. Questo era sempre un propulsore V8 che manteneva l'alesaggio dell' L98 ma con il blocco cilindri in alluminio, doppio albero a camme in testa e quattro valvole per cilindro. Venne realizzato anche un sistema di aspirazione unico che permetteva, ai medi regimi, di chiudere la metà degli iniettori e dei collettori mentre garantiva 375 hp (280 kW) agli alti regimi. Sulla ZR1 fu anche inserito il sistema di sospensioni attive FX3, anch'esso sviluppato con la collaborazione della casa inglese.

Il motore per la sua realizzazione richiedeva molto lavoro manuale e, non avendo la General Motor nei suoi stabilimenti la possibilità di effettuare direttamente questo tipo di montaggio, si rivolse alla Mercury Marine per la costruzione di queste unità. Per cui i motori venivano realizzati negli stabilimenti della Mercury in Oklahoma e poi spediti a Bowling Green dove venivano montati sulle vetture.

Le vendite del veicolo cominciarono nel1990 e la ZR1 si distingueva per la sezione posteriore più larga, gli pneumatici posteriori da 11 pollici, una fascia posteriore dotata di quattro luci dalla forma quadrata e infine per il CHMSL (Center High Mounted Stop Lamp) cioè per un luce posteriore montata nella parte alta e centrale del portellone.

La ZR1 dimostrò eccezionali capacità di accelerazione e maneggevolezza. Anche il prezzo era in linea con queste prestazioni ed era di 58.995 dollari, quasi il doppio di quello di una Corvette di base. Nel 1995 tale cifra raggiunse i 66.278 dollari ponendo così la Corvette nella stessa fascia di prezzo di vetture quali la Porsche 964 e Porsche 911.

Nel 1991 tutte le Corvette ricevettero degli aggiornamenti nella carrozzeria, negli interni e nuove ruote. La fascia posteriore della ZR1 venne inserita anche nelle altre versioni della vettura rendendo così difficile distinguere tra le versioni normali e la ZR1.

Nel 1992 furono inseriti altri miglioramenti quali degli stemmi con la scritta ZR1 sui parafanghi anteriori e divenne di serie il controllo della trazione.

L'anno successivo la Lotus riprogettò le testate e il sistema di distribuzione del motore LT5. La potenza arrivò a 405 hp (302 kW) e fu introdotto anche un sistema che permetteva il ricircolo dei gas di scarico migliorando in questo modo le emissioni.

La produzione della ZR1 si concluse nel 1995 dopo che ne erano stati realizzati 6.939 esemplari.

Corvette ZR1
Corvette Zr1
La Grand Sport del 1996

Grand Sport

Nel 1996 la Chevrolet, per commemorare la fine della produzione della C4, realizzò la versione Grand Sport. Questa era una riproposizione della analoga versione realizzata nel1963. Furono solo 1.000, 810 coupé e 190 cabriolet, gli esemplari realizzati e avevano numeri di telaio speciali. La Grand Sport era equipaggiata con un motore LT4 che forniva 330 hp (246 kW) ed era disponibile solo in Admiral Blue con una striscia centrale bianca. I bulloni delle ruote erano verniciati in nero e sul cofano dal lato del guidatore erano poste due simboli in rosso.

Lo stemma Grand Sport, posto sul coperchio del sistema di iniezione, venne utilizzato anche su tutte le vetture dotate di motore LT4.


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La  quinta Generazione C5, dal 1997 al 2004
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La quinta generazione. Perfetta ripartizione dei pesi e configurazione transaxle.

Anche la quinta generazione della Corvette offre prestazioni e piacere di guida senza confronti. Presentata nel 1997, ha un passo più lungo di qualsiasi altra generazione Corvette (2,66 metri), anche se è 8 centimetri più corta (4,56 metri) della C3.Per la prima volta, i clienti Corvette possono scegliere fra tre varianti di carrozzeria: oltre alla coupé con la parte centrale del tetto staccabile ed alla cabriolet, introdotta nel 1998, viene proposta anche una versione hardtop, lanciata sul mercato statunitense nel 1999.La Corvette C5 è concepita per esprimere il meglio della tecnologia “state-of-the-art”, così come il suo motore V8 da 5.700 cc, opera del capo-ingegnere Dave Hill e dei suoi collaboratori. Il cosiddetto LS1 è un propulsore interamente in alluminio che sviluppa 344 CV/253 kW a 5.400 giri/minuto con una coppia massima di 483 Nm a 4.200 giri/minuto. La C5 raggiunge i 100 km/h con partenza da fermo in appena 4,7 secondi.Nella C5, il cambio non è attaccato direttamente al motore, ma in configurazione transaxle per ottimizzare la distribuzione dei pesi. Poiché anche il motore è sistemato verso il centro della vettura, si ottiene una ripartizione ideale (50-50%) delle masse.

Un interno raffinato. Head-up display, sedili in pelle a regolazione elettrica.

Un dispositivo particolarmente interessante della C5 è l’head-up display, che proietta sulla parte inferiore del parabrezza importanti informazioni come la velocità ed il regime di rotazione. Il sistema Twilight Sentinel, che accende automaticamente i fari ai primi accenni di oscurità, è un altro contributo alla sicurezza.L'abitacolo della Corvette C5 è quello di una vera sportiva. I due sedili rivestiti in pelle sono regolabili elettricamente in avanzamento ed altezza, e dotati di un sistema elettronico di regolazione dei supporti lombari e laterali. Questo, insiemeal piantone dello sterzo regolabile in altezza, permette ad ogni guidatore di trovare la posizione ideale al volante della C5.La memoria elettronica consente di impostare fino a tre configurazioni per altrettanti guidatori differenti e di richiamare la posizione del sedile, l'inclinazione del retrovisore, la regolazione del climatizzatore sui due lati dell'abitacolo e la stazione radiofonica preferita sull'impianto audio Bose di serie.

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La  sesta Generazione C6, dal  2005
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Sesta Generazione

La nuova Corvette, sesta generazione di una grande leggenda,offre ancora più potenza, più passione, più precisione: un nuovo standard di eccellenza nella high-performance. La sua formula è la stessa che ha decretato il successo della C5: altissime prestazioni abbinate ad eleganza, valore e qualità. Su questa solida base, la sesta generazione riesce ad andare ancora oltre: aumentando ulteriormente e sensibilmente la performance, perfezionando al massimo ogni dettaglio e rivisitando con amore design e dimensioni.

Accelerazione da brivido. 6 litri di cilindrata. Il V8 più grande e potente nella storia della Corvette.

La nuova Corvette raggiunge i 300 km/h, più di qualsiasi altro modello precedente, e passa da zero a 100 km/h in 4,1 secondi. La sesta generazione implementa una serie di rilevanti perfezionamenti. All’accelerazione da brivido, il nuovo motore V da 6 litri, denominato LS2, abbina un’eccellente efficienza, una potenza massima di 404 CV (297 kW) ed una coppia di 542 Nm. Valori che ne fanno lo small-block più grande e più

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Stabilità alle alte velocità: la Corvette più aerodinamica della storia.

Il design della nuova Corvette ha approfittato della nostra esperienza nelle corse di resistenza: più corto di 5 cm rispetto alla C5, il nuovo modello ha un profilo ancora più stretto e teso, e riduce praticamente a zero le perdite di spazio utilizzabile. Un miglioramento non solo estetico, ma anche funzionale: le nuove dimensioni della Corvette la rendono infatti più agile e gestibile, e quindi ancora superiore in fatto di maneggevolezza, accelerazione e frenata. Le caratteristiche aerodinamiche ancora ottimizzate, le migliori mai raggiunte da una Corvette, aumentano ulteriormente la stabilità alle alte velocità. Un risultato reso possibile dai test di simulazione al computer, dall’esperienza pratica nelle corse e da oltre 400 ore di prove nella galleria del vento.

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Massima luminosità in un design compatto di gusto high-tech.

Per la prima volta dal 1962, i fari anteriori della Corvette non sono più del tipo a scomparsa, ma fissi. I proiettori allo xeno HID (ad alta densità) abbinano altissima luminosità a dimensioni compatte e ad un’estetica high-tech, che si integra perfettamente nel design della Corvette senza pregiudicarne le caratteristiche aerodinamiche. Rispetto ai proiettori tradizionali, la tecnologia allo xeno HID consente un aumento della luminosità del 30%. Questo, insieme ai fendinebbia anteriori e posteriori (quelli anteriori di tipo alogeno) migliora la visibilità attiva e passiva anche in presenza di nebbia. La fascia posteriore, che integra gruppi ottici perfettamente rotondi e terminali di scarico, ha un design ancora più espressivo e “pulito”.

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Corvette ZO6
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Storia

Per capire la nuova Z06, è importante sapere da dove proviene. Corvette Racing nasce negli anni ’50 e da allora ha continuato a mietere successi. Nel 1999 GM costituisce un Racing Team Ufficiale Corvette, che diventa presto una leggenda in tutto il mondo.Da allora, tutte le innovazioni studiate per le gare sono state trasferite anche nelle auto di produzione in serie. Vuol dire che tutto quello che si apprende su pista va a migliorare le Corvette stradali. La Corvette Z06 nasce direttamente dal lavoro di sviluppo per il programma di gara della C6.R.E’ nata così un’auto di formidabile equilibrio, agguerrita e stimolante. La Z06 è il modello di serie più veloce della GM, capace di portare su strada le emozioni di guida della C6.R, che ora è a disposizione di pochi fortunati.

Design


La Z06 assomiglia molto al modello da gara C6.R: i particolari passaruota in fibra di carbonio, più larghi, e un’ampia presa d’aria sul frontale, per consentire un maggiore afflusso di più aria fresca.Sotto l’aspetto aerodinamico, sono state aggiunte delle modanature ai passaruota e un convogliatore d’aria sul fondo della vettura, per migliorare la portanza. La Z06 prevede solo il tetto rigido fisso, per il massimo in termini di aerodinamica, rigidità strutturale contenimento del peso.


Prestazzioni

Motore

Il blocco motore da 7 litri, tutto in alluminio, è il cuore della Z06. Realizzato a mano nel GM Powertrain Performance Centre, si basa sullo stesso blocco ella C6.R. E’ stato preparato con l’utilizzo delle tecnologie più avanzate, sviluppate in esclusiva per le gare di resistenza: bielle e molle delle valvole in titanio, canne dei cilindri in acciaio, valvole di scarico al sodio e lo speciale impianto dell’olio pressurizzato per mantenere valori ottimali di lubrificazione e raffreddamento in un’auto che raggiunge valori di accelerazione laterale di oltre 1G.Con tutta questa tecnologia da gara in comune con la C6.R, non sorprende che la Z06 offra prestazioni eccezionali:

• 0-100 km/h in 3.9 secondi / Limite giri motore a 7000 min-1
• 320 km/h di velocità massima
• 512 CV (377 kW) a 6300 min-1
• 637 Nm di coppia a 4800 min-1

Maneggevolezza

Peso

La Z06 ha il telaio in alluminio, che la rende robusta e tuttavia incredibilmente leggera. Pesa solo 1418 kg, con una perfetta distribuzione del peso. Sono stati utilizzati anche fibra di carbonio, pannelli in legno di balsa e magnesio per ridurre al minimo il peso e portare al massimo le prestazioni. Ogni grammo risparmiato aumenta il rapporto potenza/peso di questa magnifica vettura.


Sicurezza

Freni


La Z06 colpisce con la sua accelerazione, ma conferma il suo spirito corsaiolo anche in decelerazione, con i suoi dischi ventilati a perforazione trasversale anteriori da 355 mm e posteriori da 340 mm. Le enormi pinze rosso vivo garantiscono limitatissimi spazi di arresto, insieme al sistema ABS a 4 canali Delphi, dotato di modalità predisposta per guida "racing".

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..::LA CORVETTE VICTORY EDITION CELEBRA LE VITTORIE ALLA 24 ORE DI LE MANS::..

 

La Divisione Corvette ha realizzato 250 Coupè Victory Edition per celebrare le proprie vittorie nelle competizioni sportive, in particolare le cinque conquistate nelle ultime sei edizioni della prestigiosa 24 Ore di Le Mans. Alla fine degli anni ’90, sulla base della Corvette C5, uno specialissimo team di tecnici altamente motivati ha sviluppato la prima Corvette del grande ritorno alle competizioni dopo una assenza di oltre 35 anni: la C5R. Dal 1999, le C5R e, quindi, la attuale C6R, hanno conquistato 50 vittorie in competizioni in tutto il mondo, fra cui, le più prestigiose, sono state le cinque alla 24 Ore di le Mans, dal 2001 al 2006.
La Corvette Victory Edition è basata sulla versione Coupè della C6 perché carrozzeria Coupè hanno sia le Corvette C6R da competizione, sia la travolgente Corvette Z06. La Corvette Victory Edition dispone del V8 LS2 6.0 litri che vanta una potenza di 404 CV e una coppia massima di 546Nm, abbinato alla trasmissione manuale a 6 marce. Come optional è disponibile il nuovo automatico GM-Hydramatic, ugualmente a 6 marce e a gestione elettronica, utilizzabile in modalità sia automatica, sia manuale-sequenziale per mezzo di palette al volante.
Le Corvette Victory Edition sono proposte in due colorazioni che riflettono con la massima fedeltà cromatica il legame con la tradizione sportiva: nero e giallo. I cerchi in lega, da 18 e 19 pollici, sono in un esclusivo grigio competizione, mentre un tocco di assoluta esclusività è assicurato dal grande spoiler posteriore in colore carrozzeria.
Esclusive sono anche le finiture interne, che includono sedili con selleria in pelle di due tonalità con cuciture in colore contrastante e con impresso il classico emblema Corvette, con le bandiere incrociate. Le Victory Edition nere hanno selleria nera con inserti rossi, mentre quelle gialle l’hanno nera con inserti in grigio titanio. In ambedue le combinazioni, le finiture degli interni includono rivestimenti battitacco in grigio competizione, come i cerchi, alle base delle portiere, inserti fibra di carbonio e, sulla plancia, un esclusivo emblema “Victory Edition” con il numero progressivo.
La Corvette Victory Edition dispone di un sistema di navigazione con DVD e interfaccia touch screen, comunicazioni vocali e un pacchetto standard di finiture ed equipaggiamenti di lusso che comprendono: sedili riscaldabili, sedile guidatore con sei modalità di regolazione elettrica e memoria per due diverse regolazioni, specchi retrovisori esterni e volante con regolazioni elettriche. La speciale dotazione include l’head up display, che comprende anche l’indicatore delle accelerazioni laterali in curva, lo specchio retrovisore interno con sistema anti-abbagliamento automatico ed un esclusivo impianto audio Bose Premium a 7 altoparlanti.
Per rendere ancora più completa l’esperienza di possedere una Corvette a tiratura limitata, i proprietari di Corvette Victory Edition saranno invitati a prendere parte gratuitamente ad uno dei corsi di guida sportiva del Corvette Drivers Training tenuto da piloti professionisti su specifici circuiti in tutta Europa.
La Corvette Victory Edition sarà disponibile presso i concessionari Corvette in tutta Europa a partire dall’inizio di marzo. Prezzi: Euro 71.790 per la versione con trasmissione manuale, 75.350 per quella automatica.

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..Corvette ZR1 2009..

General Motors arricchisce la sportiva americana con tutta la tecnologia possibile: per andare a sfidare sul terreno della raffinatezza e dell’esotismo le supercar europee. Torna la regina delle Corvette.

VOLTE RITORNANO All’alba degli Anni 90 una Corvette più speciale delle altre riuscì a far battere i cuori americani. E ad abbattere contestualmente anche i pregiudizi dei puristi europei. Si chiamava ZR1, soprannominata istantaneamente "king of the hill", e rappresentava la vetta tecnologica e di potenza (grazie anche all’aiuto di Lotus) per la gamma GM. Cavalli, tanti, coppia in abbondanza, ma anche guidabilità e raffinatezza tecnica. Dopo un lungo oblio, manca dal 1995, la ZR1 ritorna e rappresenta una sfida ostentata alla supremazia di Porsche e Ferrari: supera la soglia dei 100 cavalli litro, calza freni in carboceramica grandi come delle ruote da berlina e veste quasi tutta in carbonio. Dal 2009 on the road.

POSIZIONAMENTO La leggenda vuole che il via al revival ZR1 sia nato da una frase di Rick Wagoner (CEO GM), che girando intorno alla Z06 - fino a ieri la massima Corvette possibile - avrebbe detto "se questo è quello che possiamo fare con 60.000 dollari… quale Corvette potremmo immaginare con 100.000?". Ecco la risposta. Tolte le coordinate base estetiche, abbiamo davanti agli occhi un concentrato di ricerca e tecnologia che solitamente non saremmo portati ad associare con le ricette americane. Invece la scheda tecnica e l’approccio progettuale della nuova ZR1 regalano stupore, non solo da parte dei fan e non solo guardando i numeri.

ORDINE SPARSO Prima di approfondire citiamo in ordine sparso: fibra di carbonio a volontà e utilizzata non solo per spoiler e particolari secondari ma per tutto il tetto, compresi i montanti. Freni in carboceramica, sospensioni a controllo magnetico, propulsore completamente rivisto con cilindrata limitata a 6,2 litri, compressore e largo utilizzo di alluminio "puro" e particolari in titanio. E un’aria da special che fa sembrare la ZR1 quasi la nuova generazione della sportiva stelle e strisce. A definire le linee guida, chiariscono subito gli uomini GM, non è stata la ricerca di record estremistici: la nuova nata doveva superare in prestazioni pure la Z06 - utilizzata come base di partenza - ma anche essere docile negli utilizzi fuori pista. Unire esotismo e usabilità. A cominciare dalla presenza scenica.

ORDINE ESTETICO Tutte le linee, distribuite su volumi tipicamente Corvette rimangono familiari. Mentre particolari e adeguamenti estetici, raffinatezze da race-car ed esagerazioni ammiccanti agli occhi appassionati costruiscono un nuovo ordine estetico. Basta guardare la cupola abitativa: un festival di fibra di carbonio la divide nettamente dalla linea di cintura. Una soluzione che esalta la muscolatura di passaruota e fiancate, coniugandola con il tono corsaiolo della soluzione alleggerita. Particolare da "dietro le quinte": uno dei problemi legati alla fibra di carbonio utilizzata in modo massivo rimane l’invecchiamento dai raggi ultra violetti che tende a rovinarne l’impatto estetico, intaccandone pure la robustezza. In GM hanno risolto tutto con uno speciale e costosissimo additivo, assicurando look e resistenza per tutta la durata della vita dell’auto.

PRIMA VISIONE E sempre la fibra di carbonio apre il frontale che partendo dall’asfalto presenta uno spoiler dal sapore "Le Mans series" e prosegue con gli occhi affilati conosciuti. A rendere speciale il tutto provvede il powerdome del cofano bislungo che oltre a gonfiarsi centralmente si apre in una cornice visiva in lexan trasparente per dare alla luce lo "small block", con la scritta LS9 supercharged in bella vista. Mai nessuna Corvette aveva osato tanto. A guardarla da lontano potrebbe sembrare un modellino Hot Wheels. Altri segnali di unicità vengono dalle doppie branchie dietro i passaruota anteriori che danno il via alla scalfatura della fiancata. Dai cerchi in lega a raggi incrociati che calzano pneumatici "francesi" ma muscolosi: 285/30-19 pollici all’anteriore e 335/25-20 pollici al posteriore.

NOSTALGICI Non mancano badge di riconoscimento e pinze freno griffate in tono con la carrozzeria. I fanatici della prima ZR1 ricorderanno che all’epoca erano stati introdotti i quattro fari posteriori squadrati per differenziare l’edizione speciale… qui si è persa l’occasione e rimangono tondeggianti. Pazienza, ci sono quattro scarichi posteriori accompagnati dall’onnipresente grembiule in fibra di carbonio, che riappare pure sulle fiancate a modi minigonna. Gli interni lasciano spazio ai sedili a guscio e i dettagli sono quelli conosciuti. Il fondo scala del tachimetro arriva a 220 miglia orarie (354 km/h), 20 in più della Z06. E comunque la vera distinzione per chi guida sarà intravedere la testata del motore subito dopo il parabrezza.

ESERCIZI TECNOLOGICI A fare la vera differenza tra la "regina" e le altre Corvette sono le scelte tecniche prima ancora che motoristiche ed estetiche. Elevate ad un grado tale da non far temere confronti, forse è la prima volta, con le più raffinate supercar. Prendiamo i freni in carboceramica ad esempio: hanno molte parti in comune con quelli della Ferrari Enzo e sono frutto della tecnologia Brembo; le pinze sono a 4 pistoncini mentre i dischi hanno un diametro di 15 pollici al posteriore e 15,5 all’anteriore (!). La distribuzione dei pesi, con il motore all’anteriore e la trasmissione sul ponte posteriore, si assesta sul 52-48. Tutto il telaio è comunque più rigido e leggero rispetto alle "vette" normali e anche il peso, nonostante la componentistica aggiuntiva legata al compressore non dovrebbe superare quello della Z06.

CAMPI MAGNETICI Le sospensioni proseguono sulla strada della massima sofisticazione tecnica. Per regalare risposte adeguate a percorso e stile di guida si ricorre al controllo magnetico: il fluido degli ammortizzatori è popolato da microparticelle in modo da regolarne la densità tramite energia elettrica. Il sistema analizza e misura il tutto in tempo reale (un millisecondo), mentre la regolazione avviene ogni due millisecondi. Secondo i tecnici GM ricercatezza e ritaratura dei particolari dipingono un handling sempre e comunque superiore a quello della Z06 e un comfort migliore, come la facilità di guida a prova di neofita. La chiave della ZR1 in fondo sta tutta nell’offrire picchi tecnologici ad una cifra ancora umana: la parte buona della sportiva all’americana.

OLTRE 600 Poi ci sarebbe il motore, il mitico small block riprogettato ad hoc per la ZR1. Vincoli tecnici (la presenza del compressore e limiti dimensionali) hanno imposto la riduzione della cilindrata a 6,2 litri rispetto ai 7 tondi tondi della Z06. Ma la notizia è che per la prima volta gli otto cilindri a V della Corvette superano la soglia dei 100 cavalli litro: lecito aspettarsene circa 650. Non si conoscono ancora dati definitivi su potenza e prestazioni, ma dettagli e meraviglie meccaniche sì. E proprio per questo dedichiamo uno spazio "su misura" al nuovo LS9 supercarghed. Intanto si festeggia il ritorno impertinente della Corvette ultimativa: non solo una muscle car.

Corvette ZR1

Corvette ZR1

Corvette Zr1

Corvette Zr1

 

Corvette Stingray 2014
Settima Generazione

Corvette C7

 

Detroit – Presentata in anteprima alla sera di domenica 13 gennaio, il giorno prima dell’apertura del Salone di Detroit, la settima generazione della Corvette viene a celebrare il mito di un’auto la cui prima serie (nella foto sullo sfondo) fu presentata esattamente sessant’anni fa. Nell’occasione viene ripescato il nome Stingray, usato per la prima volta negli Anni 60 per identificare una generazione di questa auto-mito. La Corvette Stingray 2014 è il modello di serie più potente mai costruito, con una stima di 450 cavalli (335 kW) e 450 lb/ft di coppia (610 Nm).

 Ed è anche in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in quattro secondi e di raggiungere più di 1G di aderenza in curva. Stando a quanto dichiara la Casa, dovrebbe consumare di meno rispetto alla serie precedente. La nuova Corvette Stingray incorpora una nuova struttura del telaio, un inedito sistema di trazione con tecnologie di supporto, così come del tutto nuovi sono il look esterno e il design di interni. Il cambio è un manuale a sette marce e sono disponibili cinque diversi programmi di di guida. Il motore è un 6.2 V8 con iniezione diretta di benzina, Active Fuel Management, variatore di fase continuo e un sistema di combustione avanzato che offre ancora più potenza, utilizzando meno carburante. La ripartizione dei pesi è 50/50 fra avantreno e retrotreno. La nuova Corvette Stingray sarà costruita nell’impianto GM di Bowling Green, Kentucky, che ha subìto un aggiornamento per produrre la scocca in alluminio del nuovo modello.

La Corvette Stingray coupé 2014 sarà in vendita nel terzo quadrimestre del 2013. Questa in sintesi la storia delle sei precedenti generazioni della Corvette. Corvette C1 (1953–1962), la prima generazione, progettata da Harley Earl, presenta corte pinne posteriori, cornici protettive sopra i fari e presa d’aria anteriore a bocca di squalo con “denti” cromati. Nel 1958 compaiono i doppi fari anteriori, mentre nel 1961 è la volta delle quattro luci posteriori circolari presenti anche sui modelli odierni. Corvette C2 (1963–1967): Bill Mitchell disegna i famosi modelli Sting Ray che, caratterizzati da lungo cofano piatto e dal caratteristico profilo a cuneo, lanciano una nuova moda stilistica. Corvette C3 (1968-1982): David Holls si ispira alla bottiglia della Coca Cola e riprende anche alcuni spunti stilistici del prototipo Mako Shark. Dal 1977 il lunotto delle versioni Stingray viene disposto verticalmente alle spalle dei passeggeri.

Corvette C4 (1984–1996): Jerry Palmer realizza una Corvette dalla linea pulita e molto aerodinamica. Per la prima volta, gli stilisti progettano anche il vano motore. Corvette C5 (1997–2003): John Cafaro progetta la versione destinata ad imporsi alla 24 Ore di Le Mans ed in altre importanti competizioni. Corvette C6 (2004-2012): la prima Corvette del nuovo millennio porta la firma di Tom Peters.



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