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Dalla rivista Gente Motori Classic N°3 Settembre/Ottobre 2013

Gente motori classic

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Gente motori classic

Gente motori classic

 

Gente motori classic
Dalla rivista Cruisin luglio 2012 n°71

Corvette Camaro meeting 2012 Cruisin

Corvette Camaro meeting 2012 Cruisin

Cruisin n°71
Dalla rivista Gente Motori di Maggio 2011

Corvette Club Italia su gente motori

Corvette Club Italia su gente motori

Corvette Club Italia su gente motori

Corvette Club Italia su gente motori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

gente motori

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

gente da Corvette

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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gente motori

 

 

 

Dalla rivista Cruisin di Febbraio 2011

 

Raduno Corvette Camaro

corvetta camaro

 

copertina cruisin 2011
Dalla rivista Cruisin di Giugno 2010

 

Raduno Corvette Club Italia Mantova

Copertina Criusin giugno 2010

Raduno Corvette Club Italia Mantova

 
Dalla Rivista Cruisin Dicembre 2009/Gennaio 2010

 

raduno Corvette Cortina


raduno Corvette Cortina

 

Tutto il servizio alla sezione
"Raduni Passati "
Copertina Cruisin gennaio 2010
 
 

Dalla rivista American Meeting

Corvette raduno

Comunicato Stampa della "Cadillac Corvette Hummer Italia"

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Comunicato stampa Corvette Cadillac Europa

Tutto il servizio alla sezione
"Raduni Passati "
Locandina Raduno Corvette Bardolino
Raduno Corvette Garda
Raduno Corvette Garda

Dalla rivista "CRUISIN" Giugno 2006

VETTE ON THE LAKE

 

Finalmente,dopo anni di sacrifici e raduni sotto la pioggia con tanti particolari da affinare, il Corvette On The Lake 2006 si è svolto in un weekend baciato da un sole estivo ed è stato visitato da tantissimi partecipanti vecchi e nuovi. Proprio con la propria presenza, hanno provato che la formula"raduno consueto con location e tragitto variabile"danno fiducia e suscitano interesse allo stesso tempo.Si sono viste molte faccie inedite e altre già note, provenienti da Germania, Austria e Svizzera, 15 nuovi equipaggi da Praga e tanti nuovi appassionati italiani, che hanno scoperto un gruppo affiatato, un modo inedito di vivere la propria muscle car e un vero weeekend di vacanza spensierata e rilassata, da proporre a qualsiasi accompagnatore.6 maggio, piazza statuto di Malcesine (verona), 3 ore di raduno statico per conoscersi, iscriversi alla gara di regolarità, poi via verso il golf club di Marciaga, a 20 km di distanza, con un tramonto sul garda da copertina, un aperitivo tra i green ed una cena coi fiocchi. Per rendere meno agonistica la gara, in chiusura, si è svolta una simpatica estrazione a sorte di penalità, in modo che anche la fortuna potesse aiutare i meno esperti con i cronometri. La giornata di domenica con del rock 'n roll allo stato puro, lo staff del Corvette Club Italia, gli amici, i cronometristi ed i vigili hanno dovuto dar il meglio di sè per organizzare il traffico locale, surfisti arrembanti e Corvette pronte ad una ordinata ma euforica, partenza per il trofeo 2006. I salti delle tavole tra le onde locrusti, la musica da spiaggia a tutto volume e il rombo dei poderosi V8, gestiti dal vigile allo scoccare esatto di ogni minuto, hanno dato vita ad una vera e propria jam session di corvette, liberando adrenalina difficile da scaricare sulla statale gardesana. Solo 4 team non hanno passato i check point, per motivi di affiatamento e di inesperienza, ma tutti hanno comunque ceduto al fascino di una specialità classica che si adatta benissimo anche ai più moderni modelli a stelle e strisce; tutti sono stati entusiast ie non vedono l'ora di potersi sfidare alla prossima occasione. Senza parole i nuovi amici stranieri:mai si sarebbero aspettati tanta organizzazione, varietà di luoghi e di avvenimenti, premi e materiale informativo (quest'anno il Corvette Club ha incrementato le cartine e le locandine informative). I complimenti sono piovuti in quattro lingue, tanto che si sarebbero potute aprire le iscrizioni per l'edizione 2007 senza problemi. Come per la scorsa edizione, anche quest'anno, la gara si è dislocata su una quarantina di chilometri, tra coste, gallerie e monti prealpini per terminare al lago di Toblino nell'area antistante l'omonimo castello dove, al termine dell'ultima tappa cronometrata c'è stato l'aperitivo, il pranzo e una ricchissima premiazione. Per il 2006, Corvette-Europa ha disdetto i pacchetti per la 24 ore di Le Mans, così, i bravi e fortunati vincitori si godranno un hotel a 5 stelle per una settimana in Tunisia, graditissima alternativa. Un ricordo ci sembra doveroso nei confronti dell'amica Daniela, che ci ha lasciati alla vigilia di un nostro incontro lo scorso anno. Con questa manifestazione, in parte a lei dedicata abbiamo voluto restare vicini alla famiglia ed al club di amici di cui era presidentessa.

Ringraziamo tutti per essere stati sensibili e vicini ai genitori di Daniela intervenuti all'evento.
Vette on the lake
Vette on the lake


Dalla rivista "CRUISIN" Giugno 2005

VETTE ON THE LAKE

Sturm und drang ! !,  queste due parole hanno probabilmente risuonato nei pensieri dei molti partecipanti stranieri durante l’ inizio di questo primo raduno 2005 del Corvette Club Italia, ovvero tempesta e impeto, in quanto il piccolo borgo medievale di Malcesine sul Garda ha ospitato l’ evento iniziato sotto un temporale e una moltitudine di motori rombanti pronti a tutto. Un’ atmosfera di sicuro impatto, specie per lo staff organizzativo che ha dovuto superarsi per portare a termine il programma come da copione.Questa volta tutto si è svolto in maniera inedita, perché sotto il segno della Corvette una due giorni di totale coinvolgimento turistico-agonistico non si era mai vista prima, lo scopo primario è stato quello di trascinare nell’ avvenimento i partecipanti in maniera globale, allo scopo di mettere da parte problemi di approccio al week-end e di comunicazione dovuti  dall’ ambiente variegato di questo meeting più internazionale che mai.Anche se in sette mesi di lavoro e preparazione si è cercato di ottimizzare al massimo questo raduno, svoltosi in due giornate di meeting  e agonismo su suggestive strade panoramiche, è stato impossibile prevedere tutte le conseguenze e gli sviluppi del caso. Stiamo parlando delle reazioni scatenatesi nei giorni successivi al piaciutissimo Corvette on the lake, ovvero una miriade di consensi da parte di tutti i partecipanti e di quegli appassionati che purtroppo non erano presenti. Se lo scopo del Corvette Club Italia era quello di dimostrare la propria efficienza e una ben definita filosofia di intrattenimento dinamico, il risultato è andato ben oltre, quasi senza volerlo si è scoperto che anche i partecipanti nord europei hanno apprezzato in pieno la nostra inedita formula di vivere la Corvette. Le richieste di un seguito si sono susseguite con un entusiasmo senza precedenti, e questo ha fatto quasi passare in secondo piano il positivo bilancio del week end. Tutto si è svolto secondo un preciso programma, che ha coinvolto ben quattro comuni del Garda, ma soprattutto Malcesine, che durante il Sabato ci ha fatto andare oltre al temporale con tanto di nevicata in quota, grazie al meraviglioso percorso dislocatosi dal lungo lago al monte Baldo.Senza ombra di dubbio tutto è stato costruito attorno ai due giorni di gara ed al fantastico primo premio messo in palio, per chi ancora non lo sapesse i due vincitori del Corvette Club Austria, seguiranno le C6-R alla prossima 24 ore di Le Mans godendo di un pacchetto Silver, pre-confezionato da Corvette Europe. La cornice ha pesato in modo altrettanto significativo alla soddisfazione dei partecipanti, e non parliamo solo di bei paesaggi, ma di gastronomia e soprattutto di atmosfera. Sin dal venerdì si è cercato di coinvolgere tutti al massimo, in piena armonia e con uno spirito di puro divertimento. Nessuno ha mai cercato altri fini al di fuori del semplice coinvolgimento, senza mancare alla seconda tappa del trofeo, iniziata la domenica mattina all’ alba. Proprio questo spirito di serenità e di piena partecipazione, ha regalato a tutto lo staff del CCI, quella marcia in più. Sin dal principio tutti gli equipaggi hanno dimostrato un pieno interessamento al trofeo, chiedendo tutti i chiarimenti possibili, ed è anche grazie a questa spontanea collaborazione che tutto si è svolto ad un ritmo ben definito e sincronizzato sui ben 35 Km di percorso. Ovviamente per la gran maggioranza degli iscritti la gara di regolarità è stata una cosa mai provata prima, ma che in ogni caso si è rivelata subito attraente e proprio negli antichi borghi storici a sfoderato tutto il suo fascino che da anni caratterizza moltissimi eventi in tutto il mondo.Stando a tutto questo, sembra proprio che il Corvette Club Italia abbia fatto breccia anche sui nuovi amici dell’ Europa settentrionale, abituati da molti anni a semplici raduni statici o a gare di tipo più performance su strade chiuse al traffico, ma con il limite del costo di gestione e del coinvolgimento da parte anche di chi affianca il guidatore. Proprio sulla scena europea godiamo di un alto potenziale attrattivo per tutti gli appassionati, il nostro paese gode di favorevoli condizioni climatiche e di una consolidata reputazione di mecca turistica, senza dimenticare tutte le qualità che ci hanno reso famosi nel mondo, tra le quali la buona cucina, e questo ultimo aspetto si è rivelato molto apprezzato, in quanto proprio attorno al tavolo si sono strette tutte quelle conoscenze iniziate tra le Corvette parcheggiate.Altro interessante aspetto di questo trascorso evento sono state le Corvette inedite, almeno nel nostro “belpaese”, in quanto è stato possibile ammirare un paio di belle C5 Z06, e molte altre vetture con personalissimi allestimenti. Stiamo parlando di customizazzioni di interni, ma soprattutto di incredibili gommature ed impianti frenanti ad hoc, tutte cose che aumenterebbero il livello di sicurezza nonché di divertimento anche a noi italiani, ma per il nostro primitivo sistema di gestione della motorizzazione, (come ben descritto nel precedente numero di Cruisin da G.P. Varetto) totalmente allo scuro di quanto possa essere utile un organo come il TÜV. Esempio eclatante sono state le sei Corvette C4 e C3 in allestimento Geiger, la massima espressione a livello europeo della libera interpretazione di varianti estetiche e aerodinamiche di una Corvette, intervenute al raduno con una originalissima livrea di colore turchese metallizzato, hanno raffigurato la ciliegina sulla torta, anche se non interessati a partecipare al trofeo del quale erano ben a conoscenza, sono stati comunque contenti di unirsi alla carovana, in quanto non solo entusiasti delle vette ma amanti dell’ Italia e delle gite fuori porta, sempre a bordo delle amate “acht Zylinder“ . In ogni caso fa sempre piacere vedere Corvette “fuori dagli schemi”, alcuni partecipanti ci hanno già promesso che per il 2006 lasceranno a casa le belle C5 e C6, per dimostrarci che anche loro coltivano questa passione a 360°, con mid-years big block e sharks conservate in maniera maniacale, questo ci rende molto orgogliosi del lavoro svolto, se il buon giorno si vede dal mattino, allora vi assicuriamo che siamo gia pronti a puntare sui medesimi cavalli, quelli americani!! ovviamente.Ultima doverosa nota di merito spetta al team che ha reso materialmente possibile tutto questo, i nuovi consiglieri Stefano Bondi e Valter Ballabio, i quali sono riusciti a guarnire con azzeccate idee quello che altrimenti sarebbe risultato un comune raduno animato da simpatici amici, la locomotiva senza freni Alex Motta in qualità di segretario e supervisore, che senza volerlo a inventato il primo roadbook al mondo dotato di foto di riferimento, questi i partner che hanno mantenuto le promesse fatte agli ormai consolidati “padri” del club Gianfranco Vicentini e Luigi Panto. Con questo non voglio tralasciare tutte le compagne e amiche che ci hanno sopportato, aiutato e spalleggiato durante tutto il periodo. Grazie a tutti
Aerticolo
vette on the lake

Dalla rivista "CRUISIN" Aprile 2005
 

CORVETTE CLUB ITALIA LE ORIGINI

Correva l’ anno 1989, quando nel trevigiano, da una idea di Luciano Rupolo e Claudio De Negri, nacque il Corvette Club Italia, un vero e proprio gruppo di outsider ancor prima che di appassionati di motori. Possiamo oggi pensare a Rupolo come il primo vero corvettista d’ Italia, un gentleman driver che ha sempre amato le mid-years, in strada con una convertible ed in pista con una 63 Gran Sport replica, proprio nelle gare di velocità si mise in luce per essersi mangiato facoltosi piloti a bordo di costosissime Jaguar e Porsche preparate professionalmente. Se in un primo momento sulla scena motoristica italiana venne schernito per guidare un’ auto più buffa che esotica, in seguito fu proprio la sua corvette da oltre 400 cavalli a restituirgli onore e grandi soddisfazioni. La sua passione non si limitò alle corse, ed assieme ad altri tre italiani ed un texano mise in piedi un club di corvette a tutti gli effetti, con soci sparsi su tutto il territorio nazionale e non, senza l’ aiuto di moderne mezzi di comunicazione ma con il solo servizio postale.Intanto già nel 1990 Sal Delia di Long Island, di passaggio a Brookling, compra in una edicola specializzata un numero di Autosprint e si sofferma su un articolo inerente ad un neoclub di corvette fondato in Italia, commosso ed incredulo prima si iscrive al club e poi istaura una sincera amicizia tutt’ ora viva con i soci fondatori.Un eccezionale aspetto del club erano i Vette Flags, dei veri e propri stampati ufficiali, composti da un editoriale, glossari, articoli dei soci, relazioni tecniche, schede pratiche, consigli ed indirizzi utili, che venivano semplicemente fotocopiati e rilegati a mano, per poi essere spediti ad ogni singolo socio.Il primo raduno in assoluto di Corvette si tenne a S. Lucia di Piave il 7 e 8 Aprile 1990, tutto era al principio, ma sembrava già di essere Americani, almeno così dovevano sentirsi i partecipanti. Tipico prato inglese sotto al sole per l’ esposizione ed il giudizio delle auto, bancarelle per la vendita di t-shirt commemorative dell’ evento e bandiere americane formato maxi per creare ulteriore atmosfera, l’ intero week-end fu patrocinato e sponsorizzato da una catena di supermercati della zona.Nel 1991 a Torino il secondo raduno fu animato da una gincana a tempo allestita nel centro della città, un raro ed interessante spettacolo per tutti i partecipanti e non. In seguito si susseguirono svariati meeting in diverse località, come il Lago di Como e Modena.Negli anni la filosofia e l’ entusiasmo non cambiarono, ed anche se Giuseppe Garrasi, colonna portante del Club, ricorda molte difficoltà per tenere compatto il gruppo, si sono comunque susseguiti svariati incontri spinti da una passione sincera.I raduni servivano a far incontrare dei veri pionieri delle auto made in Bowlin Green, ma anche a raccogliere dati e aspetti di ogni vettura, Rupolo stesso si occupava personalmente di annotarsi dati e particolarità delle vetture.Con gli anni 1999 e 2000 e la breve acquisizione del Club da parte di Andrea Rovere, comincia a San Remo l’ era multimediale del Corvette Club Italia: un portale totalmente dedicato ai soci, può ora informare degli eventi tutti gli appassionati di Corvette sparsi per l’ Italia. Con l’ unico raduno realizzato nel 2000 sul Lago di Garda, si sono incontrate le due “generazioni” di cornettisti, quella che ha vissuto il principio e quella che sta tutt’ ora vivendo il presente del club, il testimone ritorna nel trevigiano e grazie a Luigi Panto il gruppo continua a vivere sotto la stessa bandiera azzurra.Con questa pagina abbiamo voluto raccontare a grandi linee la nascita e l’evoluzione del nostro club, ma anche ricordare un gruppo di persone veramente speciali quanto le loro amate vetture, quasi a incarnare la personalità delle loro auto ed a esibirla in un paese sensibile al fenomeno solo di recente.Cogliamo l’ occasione per ricordarvi i prossimi avvenimenti: il 16 e 17 di Aprile a Malcesine sul Garda,qui si potranno ammirare gli ultimi modelli Cadillac - Corvette esposti dai nostri concessionari ufficiali,sempre in questo weekend intenso verrà messo in palio all'equipaggio vincitore delle prove  un pacchetto del valore  di 2000€ per assistere alla 24 Ore di Lemans in Francia,il 2 e 3 Luglio nella coloratissima Marina di Cavallina, a Jesolo.Vi invitiamo a seguire il nostro portale www.corvetteitalia.com per essere aggiornati sui programmi e sulle novità sempre intensi che il nostro Club mette a disposizione per gli instancabili Corvettisti!

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Dalla rivista "CRUISIN" Febbraio 2005 EMOZIONI

DALLA SPAGNA

Go big or go home, questa volta la neonata Corvette Europe ha fatto le cose in grande. Con la sesta generazione di Corvette sembra tutta una altra musica ancora prima di vedere di che mezzo si tratti! 24 Hours of Corvette, è un vero e proprio evento che lega come un anello gli ultimi successi delle C5-R a Le Mans ai potenziali clienti C6, proprio questi ultimi sono stati immersi in un weekend full driving nei giorni 27/28 Novembre all'Ascari Circuit di Rhonda a Marbella , mai nessun lancio commerciale d' oltreoceano aveva osato tanto! 7,00 AM.......Siamo Pronti a partire alla volta del circuito , dopo 40 minuti di pulmann in mezzo a paesaggi semidesertici, ecco davanti a noi appena scesi l'Ospitality Corvette e 6 gazebo chiusi, l'eccitazione comincia a salire!cosa celeranno? presto detto… le cinque generazioni della vettura che ha fatto la storia degli USA, dalla C1 del 1953 alla Split Window del 1963 passando per una splendida C3 Stingray del 1969 per arrivare alla C4 Collector Edition del 1996 e ad una C5 Commemorative .........ma sotto il sesto gazebo? ovvio direte voi una splendida c6!!!!!!......e invece ecco svelarsi una fantastica C5R vincitrice della mitica 24h di Le Mans..........che spettacolo,....un'emozione indescrivibile. Dopo un breve briefing teorico, ecco entrare in scena 4 piloti professionisti dalla categoria GT, la cosa comincia a farsi sempre piu' interessante.......ci faranno vedere cosa e' in grado di fare la nuova vettura Made in Usa! Comincia il divertimento, pronte ad aspettarci una quindicina di fiammanti Corvette C6, l'adrenalina comincia a salire, veniamo invitati ad indossare il casco e a prendere posto al fianco dei piloti ,una volta a bordo allacciamo la cintura e facciamo la conoscenza del nostro driver,il pilota preme il pulsante di accensione e il meraviglioso LS2 da 6000cc e' in moto.......finalmente si entra in pista.....non faccio in tempo a guardarmi intorno che il pilota comincia ad affondare sull'acceleratore, la spinta e' fantastica! seconda,terza , entriamo nella prima chicane, una sinistra destra strettissima ,la C6 e' agilissima, il pilota la butta dentro e fuori dai cordoli,la belva e' attaccata al suolo! poi rettilineo lunghissimo da quarta piena! il motore sembra non finire mai......fantastica...altro giro e questa volta il pilota stacca completamente il traction control e ragazzi comincia il Rock'n roll … la C6 comincia a mordere l'asfalto, le gomme cominciano ad urlare con la macchina completamente di traverso.....ecco arrivare un'altra chicane per arrivare in parabolica, il pilota affonda il piede e la corvette e' di nuovo di traverso a velocita' folle mentre la ruota posteriore destra in appoggio comincia a fumare … il pilota mi chiede se sono soddisfatto… a questo punto con l'adrenalina a mille lo guardo e gli rispondo: fantastic go go go push push.......cosi' per 12 giri! Ora tocca a noi! Finalmente si guida! tutte le vetture collegate via radio in fila indiana…il pilota davanti apre la pista! si comincia con un giretto soft per poi spingere sempre piu forte, il portentoso 6 litri è travolgente, il cambio fantastico,si nota uno sterzo migliorato e una precisone di inserimento rispetto alla sorella C5, merito delle nuove gomme e del nuovo telaio….good job Yankee! I giri in pista continuano fino allo sfinimento....non si vorrebbe mai scendere da una vettura del genere! Dopo una piccola pausa tutto il gruppo si sposta in una zona dell'autodromo dove un piazzale è stato adibito per una simpatica gimkana cronometrata tra i birilli con tanto di pit stop ,e uno slalom con pneumatico forato per mettere in risalto le doti di sicurezza dei pneumatici Runflat montati di serie sulle nuove Corvette,è impressionante come si possa guidare in tutta tranquillità con una gomma bucata. Ormai il Test Drive è giunto al termine … Al rientro a Marbella il calorosissimo Staff Corvette Europe chi ha accolti nel bellissimo Hotel Westin La quinta dove si è conclusa la serata con una favolosa cena che ha riunito tutti i partecipanti a questo favoloso evento… Grazie alla Cadillac,ai nostri concessionari e a Cruisin che ci ha messo a disposizione le pagine di questa bellissima rivista,noi dello Staff del CCI speriamo di avervi trasmesso le emozioni provate durante questo meraviglioso weekend…
Emozioni dalla spagna


Dalla rivista "CRUISIN" Dicembre 2004

Se son rose fioriranno ! E’ questa probabilmente la frase che meglio può riassumere il weekend del 23-24 ottobre a Conegliano Veneto. Non è stato un vero raduno, non un meeting, nemmeno un evento agonistico, ma ciò nonostante non si sono mai vagliati tanti progetti per il futuro del Corvette Club Italia. Tutto è nato dopo un accordo tra il direttivo del club e lo staff della Corrado Performance di Conegliano, la cui officina ha gentilmente ospitato numerosi appassionati all’ inaugurazione della nuovissima sede per l’ assistenza ed il tune-up d’auto americane, tutto organizzato dalla simpaticissima Luisella. Subito dopo il pranzo di benvenuto di sabato si è improvvisato con successo una introduzione della scena Corvette in Italia per la troupe partenopea di Cavalli Ruggenti, programma televisivo di donne e motori ! I protagonisti sono stati proprio i soci del club che hanno soddisfatto la curiosità della veejay Valentina Palma, conturbante icona della troupe. Il tutto è stato realizzato tra la cittadina trevigiana e i colli resi famosi dal prosecco, una giornata del genere poteva solo terminare in discoteca con telecamere al seguito e un gruppo di rockers che ha prima scelto una Corvette solid-axel per la loro prossima copertina, e ha poi regalato un bel concerto live a tutti. La domenica è stata più soft, ma ha comunque sigillato un certo feeling con l’ Automobil Club La Serenissima per prendere dimestichezza con le gare di regolarità in pista chiusa, per la cronaca una nostra Corvette ha segnato il terzo posto assoluto. Tutto ciò sarebbe stato un normale weekend di divertimento se con questi tre avvenimenti non fossero nati altrettanti progetti. Grazie all’ officina messa a disposizione dallo staff di Corrado Performance al Corvette Club Italia, si è dato il via a quelli che sono stati ribattezzati Workshop meetings: degli incontri dove si mette a nudo un modello di Corvette per volta e i partecipanti si possono togliere tutte le curiosità che hanno avuto in passato o che potrebbero avere al momento di un futuro acquisto, il tutto gestito dall’ organico interno del club. Il secondo ma non meno interessante piano riguarda un cortometraggio che occuperà una intera puntata di Cavalli Ruggenti, tutto attorno alla passione italiana per le Corvette, ma per scaramanzia non ve ne anticipiamo i dettagli. Per finire, l’ esperienza fatta con la gara di domenica, ha dato vita a un bis due domeniche dopo, dove ci siamo divertiti in rilevamenti di giri veloci, premiando il più performante oltre che il più regolare,  tutto su una pista privata omologata CSAI, che speriamo di sfruttare meglio il prossimo anno. Non ci resta che tirare il fiato, e andare in vacanza! Dove? Ma a Marbella in Spagna ! Proprio così, una delegazione del Corvette Club Italia il 27 e 28 novembre è stata invitata dalle concessionarie Padauto e Lambrocar a provare sul circuito Ascari di Ronda la nuovissima Corvette 2005 in anteprima per noi italiani.

Corrado e CCI

Dalla rivista "CRUSIN" Ottobre 2004


Abano Terme ore 10.00 antimeridiane di domenica 12 Settembre 2004, queste le coordinate dell' ultimo appuntamento ufficiale organizzato dal Corvette Club Italia. Per il secondo anno consecutivo la piccola cittadina del padovano ospita il raduno di chiusura dedicato ai simpatizzanti e agli amici delle Vette, e proprio da questo evento si fa animare in tutti i sensi, quest' anno in maniera particolare, complici il calendario che ricorda un tristissimo anniversario ed alcune bombole del gas vuote usate per tendere dei nastri di delimitazione dell' area del raduno, ingredienti sufficienti a far scattare l' allarme sicurezza e un bel articolo sul quotidiano locale. Unico elemento in contrasto con l'evento è stato ancora il tempo che ci ha ricordato l' arrivo dell' autunno, per il resto tutto si è svolto nel migliore dei modi, 25 vetture hanno fatto da carovana tra la piazza della località termale e l' agriturismo Monte Fasolo che gentilmente ha ospitato e dissetato gli equipaggi dopo un tour sui colli Euganei , che poi hanno concluso con un simpatico pranzo presso la medesima piazza al ristorante Il 5° elemento, cornice anche della presentazione per tutti i partecipanti delle nuova Cadillac coupé/convertible XLR e del suv SRX concesse gentilmente dalla Padauto di Padova, partner ufficiale del CCI nella realizzazione dell' evento.A questo proposito proprio la concessionaria di Padova metterà a disposizione del club una fiammante C6 per un simpatico evento/presentazione nel mese di Novembre, questo per bissare la collaborazione dealer/club ufficiale, e dare nuovi stimoli per il futuro. Presenti al raduno anche il presidente Luigi Panto, promotore diretto di queste ultime partnership, il simpatico vicepresidente Gianfranco Vicentini sempre in movimento tra attuazione e valutazione di nuove proposte per il CCI, presenti anche nuovi amici neoiscritti ed autentici globetrotter dalla più mite Pompei, Paolo e Gloria Campo appunto.Da non dimenticare che 15 equipaggi si sono incontrati il sabato pomeriggio, per dare vita ad una vivace serata tra motori e una voglia di stringere amicizie che è sempre in crescendo all' interno del club, elemento che non va sottovalutato e che porta una certa carica emotiva a tutto lo staff che dal 1999 porta avanti in maniera ufficiale quello che è diventato un vero e proprio life style del tempo libero, in continuo aggiornamento e affiancando eventi ufficiali come gare cronometrate fino a 8 ore di durata, collaborazioni con club storici nella regolarità con simpatiche gincane, per il 2005 sono già state fissate delle dinamiche gare a tempo con caccia al tesoro sempre in collaborazione con club di auto storiche, migliori partner in questo campo, già da anni affidabili animatori di eventi simili, in questo modo una eventuale pioggia può solo rendere più affascinante la competizione per piloti e navigatori.
Abano Terme


Dalla rivista "CRUISIN" Aprile 2004

Il Corvette Club Italia nasce nel 1998 come primo Club in Italia di riferimento per gli (allora) spauriti e timorosi appassionati possessori della mitica vettura americana. Nel corso del 2001 il Club con sede in Treviso,assume tutti gli aspetti formali e giuridici necessari a consentire lo svolgimento di raduni e meeting. Inizia inoltre a fornire ai partecipanti i primi gadget rendendoli più spavaldi e meno timorosi; si cominciano a vedere le prime sgommate durante i trasferimenti in comitiva,quasi come i primi vagiti dei neonati. Dopo un breve periodo si scarsa attività,il Club ha ora ripreso  con ritrovata verve e passione, la propria organizzazione arricchendo il portale Internet,grazie al lavoro che svolgono i soci con le sezioni dedicate al forum,alle info del Club,ai raduni passati,con una bellissima documentazione fotografica delle Vette e delle sgommate fumanti. Si è dedicata la sezione Owners alle foto delle vetture dei soci,si è creata una finestra For Sale e tante altre iniziative visionabili al sito www.corvetteitalia.com .Noi di Cruisin’ daremo loro come a tutti gli altri club,il nostro supporto e collaborazione naturalmente. Il Corvette Club Italia ha varato per il 2004 un interessante calendario,denso di manifestazioni. Iniziate il 7 Marzo con il raduno a Bassano del Grappa (VI) che termineranno verso la fine di settembre. Sono stati inseriti vari raduni tra i quali citiamo la visita all’ItalDesign Giugiaro quale tributo per la Corvette Moray,i gemellaggi con gli altri club di auto storiche con prove di regolarità che porranno a confronto le nostre Vette con le più disparate vetture come alla fantastica manifestazione di Jesolo ove sarà presente il mondo dei motori made in Usa.Il Club ha una nuova grinta scaturita dalla passione che accomuna i soci e dalla voglia di creare nuove amicizie improntate alle medesime passioni agli atti di follia pura compiuti nei confronti delle proprie Corvette,le elaborazioni esasperate nel tentativo spremere tutti i cavalli possibili dai bestiali otto cilindri americani,mettere in mostra cromature,scarichi da sballo,sfilare in parata numerosi e orgogliosi delle proprie Vette in Italia e all’estero.

CCI

Dal portale "QUATTRORUOTE" MARZO 2004 - Moray Day Tribute

Corvette Club Italia - OMAGGIO ALLA MORAY

"Moray": murena in inglese, è il nome che Giorgio e Fabrizio Giugiaro hanno dato al prototipo creato lo scorso anno per celebrare il cinquantenario della "Corvette", la più famosa fra le sportive a stelle e strisce.

Gli appassionati sostenitori della due posti d'oltreoceano avranno una ghiotta occasione per vedere da vicino questa armoniosa e aggressiva concept car. Il "Corvette Club Italia" organizza per il weekend del 3 e 4 aprile un raduno a Moncalieri (in provincia di Torino) che avrà il momento clou proprio nella visita all'Italdesign di Giugiaro.

Tutte le informazionisul sito www.corvetteitalia.com. Le iscrizioni sono aperte sino al 31 di marzo.

Moray
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Articolo tratto dalla rivista "AUTODIGEST" - N° 7 APRILE 2004 - Pagina 68-69 Il Leggendario Carlito

Una Corvette per un Pullover

Storie d’amore fra automobili e persone: Auto Digest le racconta perché ognuno possa sognare di viverne piu’ d’una e a sua volta raccontarle,con noi,a tutti gli amici….

Carlo Falsina  Lamberti di Castelletto Stura è un noto dandy del fashion shoes internazionale. Le sue grandi passioni:cavalli e auto americane. Quando arriva al suo showroom, nel cuore della moda milanese, non si può non notarlo a bordo della sua Corvette Sting Ray bianca.

Scende dall’auto, stivali e cappello da Cow boy portati con sobrietà ed eleganza. La Corvette e sconvolgente, il cofano pare l’estensione di un  lunghissimo artiglio e i parafanghi colpiscono l’immaginazione, potremmo paragonarli a due grandi ciglia. Il conte Falsina apre la portiera e mi invita a salire perché , mi dice con un sorriso, una Corvette non la si può apprezzare se non la si prova.Con una piccola acrobazia riesco a introdurmi e mi pare di sprofondare nell’avvolgente poltrona di pelle nera. Il  cruscotto è talmente alto che raggiunge il livello della mia testa. La sua linea così lunga e affusolata può ricordare un missile, e con un po’ di fantasia non risulta difficile fantasticare d’essere nella carlinga di un siluro.

Autodigest articolo

Accende il motore, nitriscono i trecentonovanta cavalli  V8. Gli chiedo degli stivali che indossa, stravaganti ma bellissimi. Mi spiega che è un articolo della sua azienda, lo studio di un modello di western boots che ha realizzato personalmente per soddisfare le esigenze di un famoso petroliere americano. Poi comincia a raccontarmi il suo strano imprevedibile incontro con la Sting Ray. Era il 1983 e in quel periodo nella sua vita c’erano solo i cavalli, le auto non erano la sua passione. Partì per il Texas alla ricerca di “quarter horse” da acquistare. Era un venerdì, faceva caldo ed erano solo le dieci di mattina. Il giovane Carlito (nomignolo con cui è conosciuto dal club delle corvette) partì con il fratello a bordo di una Cadillac Eldorado Convertibile. Al sesto giorno si fermarono in una sperduta stazione di servizio in mezzo alla prateria. In quel grande silenzio all’improvviso udirono un brusco stridore di freni; Carlo sollevò lo Stetson dalla  fronte e vide una muscolosa Sting Ray bianca infilarsi in un fosso. Poco dopo ne uscirono due cow boys; parevano padre e figlio; il più anziano lanciò il cappello in aria e cominciò a lanciare imprecazioni intraducibili mentre prendeva a calci la gomma posteriore dell’auto. Il giovane osservava la macchina, ferma e immobile nel fosso, i suoi occhi erano lucidi. I fratelli si avvicinarono e chiesero se potevano fare qualcosa. Il più anziano li guardò e con tono brusco che certamente, avevano bisogno di un passaggio per  cercare qualcuno che gli tirasse fuori l’auto; il loro ranch era a poche miglia da quel maledetto fosso. Arrivati al ranch, Falsina rimase senza parole. Gli parve subito familiare, eppure era certo di non averlo mai visitato prima. La casa , il giardino, tutto era già  stato visto, tutto era noto.
Poi, improvvisamente e contemporaneamente capì che era South Forc Ranch, il set cinematografico di “Dallas”. Quando arrivarono al bordo della famosa piscina gli parve di sognare. Dopo il bagno ritrovò un  J.R. furibondo: avevano appena recuperato la Corvette, ma la fiancata sinistra era rovinata. Il figlio pareva sconvolto e ripeteva in continuazione che quell’auto gli avrebbe portato sfortuna e non intendeva più guidarla. Si tranquillizzò solo quando si senti dire che quella corvette l’avrebbero venduta. Alessandro Falsina chiese di acquistarla, se n’era innamorato a prima vista. Padre e figlio si guardarono e con un cenno di intesa si capì che erano d’accordo. Il vecchi si alzò, porse le chiavi e disse: “OK, quest’auto in cambio di quel maglione con la testa di cavallo che indossa tuo fratello, per mio figlio”. Pensarono a uno scherzo, certo, era un pullover made in Italy di un famoso stilista, ma non valeva un cambio con quella macchina. Si misero a ridere e con provocazione Carlo si tolse il maglione e lo lanciò al giovane. Il padre porse  le chiavi; non era un gioco, ma il capriccio di un texano miliardario che li aveva presi in simpatia. La Sting Ray finì nel cargo insieme a uno stallone quarter horse e approdò a Linate  nell’estate del 1983. Ma cosa si prova a guidare un auto così speciale? “E’ la stessa emozione che si può avere al timone di un off-shore. La macchina  non fa svolte, vira e quando si parcheggia è un pò come ormeggiare per la sua tipica conformazione, quasi fosse un vecchio Aquarama”. Questo è il suo fascino. Poi gli chiedo se quando utilizza l’auto indossa sempre l’abbigliamento country e lui mi spiega che  durante il raduno di  Pietrasanta  per il cinquantesimo anniversario della nascita del marchio, il suo abbigliamento fece scalpore al punto che tra gli appassionati tedeschi on-line è stato aperto un forum  sul western look in corvette,  definito lo stile d’abbigliamento più adatto per guidare quella macchina e vivere l’emozione di cavalcare anche fino a settecento cavalli come la C4 Geiger del suo amico Gianfranco Vicentini  Vicepresidente del  Corvette Club Italia

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autodigest e CCI
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Articolo tratto dalla rivista "AUTO" La Corvette Geiger da 703 cv del Vicepresidente del nostro Club!

Sul circuito di Adria abbiamo guidato un ventaglio di roadster più o meno elaborate,ma tutte speciali. Dalla Smart con 93cv alla mega-Corvette,che di cavalli ne ha 610…in più .Passando per miti come Elise e MX-5. per le nobili Z4 e SL500 e per l’originale AFR1

Stavolta niente andatura podistica in Riviera,braccio fuori da ganzo,sguardo sornione,ghigno ammiccante.Stavolta l’aria tra i capelli turbina rabbia,libidine dinamica. Stavolta  la storia ci è scappata di mano. E cosi abbiamo dato vita a un adunata di “scoperte” velenose senza precedenti,mischiando alle due citate istigatrici,decappottabili d’èlite,sportive di razza e fuoriserie di grande divertimento: le rinvigorite Mercedes SL500 e BMW Z4 di Franco Alosa,l’agonistica Mazda MX-5 dell’Astra Racing,la sgattaiolante Lotus Elise MK2 della PB Racing e l’oltraggiosa “moto a quattro ruote” firmata dalla marchigiana MSC. Non c’è tutto però uno scopo l’abbiamo raggiunto,rendere nota l’esistenza di una vita spider elaborata o costruita apposta per stupire. Una vita che pulsa cattiveria ,arrostisce gomme e regala numeri,bontà della trazione posteriore. Una vita che dà questo più una gioia esclusiva: la libertà del suono meccanico . Il contatto diretto con una delle sensazioni principi di questa passione.

Esaltata dall’assenza del tetto,dalla magia delle trasformazioni. La musica di un otto cilindri che canta come quattro bicilindrici Ducati messi assieme,di un sei che in rilascio tuona come un temporale e del quattro di una moto vera che a 10.000 giri accompagna certe spettacolari uscite di curva. Ecco, assaporate tutto questo e potrete immaginare di essere in macchina con noi,con l’aria tra i capelli che turbina rabbia, libidine dinamica, note di indefinibile


Se 525 cavalli vi sembrano pochi

Era una coupè ed è stata trasformata in spider. Aveva 385 cv ed è stata potenziata di altri 140. Ma tutto ciò non bastava al suo proprietario. Che ha richiesto un’elaborazione ancora più profonda





Partiamo dalle dimensioni e dalla potenza? Dalla larghezza da TIR pari a 2,2 metri o dai raccapriccianti 703 cavalli e 72,6 kgm di coppia prodotti da un V8 5700 turbocompresso? Un attimo,riprendetevi e parliamone. Perché dopo visioni e notizie del genere si può anche perdere la Trebisonda. Chiariamo, non è un fotomontaggio ma una “cosa” realmente circolante. Una creatura messa al mondo per stupire a 360 gradi: chi la guida e chi la vede. Per inciso,trattasi di una Corvette ZR1 del 1992. Trasformata esteticamente da coupè a spider,da sportiva (ex 385cv) a supercar di primo stadio dalla ditta Geiger di Monaco di Baviera con la modellatura in vetroresina di una carrozzeria abominevole nelle misure ma aggraziata nelle forme e con la rivisitazione meccanica del V8 da aspirato a biturbo con l’innesto di una coppia di piccole garanti KKK alitanti 0.25 bar per 525 cv e 61 kgm di coppia. Molto,ma non abbastanza per chi ha le chiavi del “mostro”. Come racconta Furlan, maestro nostrano delle sofisticazioni meccaniche su base Corvette e di quelle operate per il secondo stadio di questa incredibile spider americana. <<Il proprietario, persona molto esigente,voleva una potenza propriamente rapportata alla carrozzeria. E allora siamo intervenuti in chiave High Performance”,sostituendo bielle,pistoni e camme,riducendo il rapporto di compressione,inserendo 8 iniettori supplementari,2 valvole wastegate a limitare a 0.6 bar la pressione d’esercizio, un intercooler unico grande in luogo di due piccoli, 2 radiatori dell’olio supplementari, un un impianto di scarico in acciaio inox,raggiungendo in questo modo la potenza rilevata di 703 cavalli. Ovviamente sono stati adeguati la frizione e il differenziale,l’assetto con l’applicazione di ammortizzatori da GT e l’impianto frenante con dischi e pinze all’avantreno della Ferrari F40. Cosi da essere governabile oltre che potentissima>>

Sarà come dice lui,ma a pochi attimi dal contatto con la verità, il solo modo di avere e credere nelle capacità dei quelle gomme dalla superficie rassicurante di un monolocale: 275/35 R17 all’anteriore, 335/35 R17 al posteriore. Proviamo? Via il controllo di trazione, dentro la prima di un sei marce meccanico e stacco a razzo percorrendo un’ampia traettoria curvilinea. Un compasso. Non un ondeggiamento, uno scarto che sposti i 1640 chili del cetaceo. Niente.

E la potenza? Zero Paura. Progressiva, docile, disarmante, regalo di un rapporto al ponte lungo. Benché a 3000 giri si abbia la consistenza in cavalli di cinque Smart Roadster, e a 3600 quando i 72,6 kgm di coppia entrano in gioco,dell’SL500 e della Z4 messe insieme. In assenza di un tracciato che ci consentisse di tentare il rilevamento della velocità massima,per le accelerazioni 4”81 e 22-282 da fermo ai 100 orari e ai 1000 metri,coi filtri aria sporchi e il motore in credito d’ossigeno.

Con quelli puri il piede di Furlan ci assicura i 100km/h in 3”9 e il traguardo in sesta a 336 orari. Ma già con quattro cambiate  ci si spettina abbastanza. Anche se la stabilità dell’avantreno non ci fa impazzire e lo sterzo per precisione è più da fuoristrada che da GT “seria” Lui lo sa è ha già pronti i rimedi.

Geiger derapate Geiger interior

 



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Articolo tratto dalla rivista "QUATTRORUOTE " - N° 567 GENNAIO 2003 - SEZIONE TRIVENETO - pagina 8 e 9

LE FERRARI D'AMERICA di Roberto Faben
In un piccolo paese in provincia di Treviso, Nervesa della Battaglia, una trentina di soci si sono riuniti nella scia del mitico modello sportivo, oggi distribuito dalla GM.


Sono una trentina abbondante e, naturalmente, non mancano i soci veneti. «Ma sono tutti molto originali» assicura il presidente del "Corvette Club Italia", Luigi Panto, 48 anni, imprenditore edile. «Mentre, solitamente, gli appassionati di macchine sportive di valore sono professionisti piuttosto compìti, i fan di questo modello hanno personalità estroverse e creative: un nostro associato di Torino, oltre a farsi notare per il suo look, certo poco convenzionale, ha fatto foderare gli interni della sua vettura con la pelle di pitone…».
Gli amici della "Corvette" sono certo irriducibili: se la prima esperienza del club si risolve con uno scioglimento, per problemi organizzativi, l'associazione è rinata nel 2000; con la nuova presidenza di Panto ha già organizzato vari raduni e promette di ampliare il numero di aderenti. «È una passione che non muore mai» dice il presidente; «organizzare la vita associativa non è per niente facile, ma ci stiamo impegnando per far conoscere le iniziative agli appassionati di questa vettura, che anche in Italia sono moltissimi».
L'abitazione di Panto è una vera e propria miniera di informazioni storiche sulla "Corvette", creata nel 1953 dalla Chrevolet, la Casa fondata dal francese Louis Joseph Chevrolet che, dopo essere emigrato prima in Canada e poi negli Stati Uniti, iniziò la sua parabola come meccanico per poi partecipare a varie gare sportive come pilota. Nel 1905 vinse la sua prima corsa con la Fiat, nel 1906 si trasferì alla Darracq e nel 1907 alla Buick, dove fu al contempo costruttore e direttore del reparto corse prima di fondare col finanziere William Crapo Durant, nel 1911, la "Chrevolet Motor Company of Michigan". Un matrimonio breve: due anni dopo il marchio passò alla Durant General Motors e, in seguito alla grande depressione economica, Louis Joseph ritornò a far il meccanico.
Modelli storici spuntano dagli archivi di Panto, a partire dalla prima serie del 1953. «Alcune versioni rare sono nei garage dei nostri soci» commenta soddisfatto il presidente. «Per fare un esempio, un albergatore di Malcesine è proprietario di una "469" del 1964.»
...
Panto nel box ha un modello piuttosto recente, ma non per questo meno prezioso: una"ZR1" del 1991. La macchina ha una gara di regolarità a Cortina d'Ampezzo: «Dal momento che l'organizzatore della manifestazione era il sottoscritto, non ho potuto guidare la mia "Corvette"». Così, al volante della "ZR1" c'era la figlia, Federica, 28 anni, laureata in giurisprudenza, sulle orme del padre, o meglio, nella scia della "Corvette". «La gara di regolarità sulle dolomiti, con una decina di punti cronometrati e una prova di accelerazione, è stata l'occasione non solo per un'esibizione sportiva, ma anche per ammirare gli scorci più suggestivi delle vette dolomitiche», dice Federica.
Per il momento i raduni delle Corvette Club Italia sono ancora lontani dalle vaste partecipazioni che ottengono vari club europei di appassionati di una delle auto preferite di Steve McQueen.
«Agli appuntamenti dei club elvetici» dice Panto «registrano la partecipazione anche di 400 vetture». Ma la passione e l'impegno non mancano, e il presidente promette iniziative per estendere la partecipazione dei fans anche attraverso l'allestimento di un sito Internet, completamente rinnovato ma (al momento) ancora in costruzione. E per il mercato dei ricambi? Com' è la situazione per la cosiddetta "Ferrari americana?".
«Negli Stati Uniti c'è un nutrito mercato di pezzi di ricambio, anche originali, che nel giro di pochi giorni possono arrivare in Italia. Dunque, anche in questo senso, nessun problema. Piuttosto, buon divertimento».

Appuntamenti e Contatti
Da aprile a settembre 2003 il club organizza vari raduni (destinazioni ancora da decidere). A luglio è prevista una gara di regolarità per "Corvette" a Cortina d'Ampezzo con la partecipazione anche di alcune Lancia "Delta Integrale".
Dalla rivista Quattroruote
Dalla rivista Quattroruote
Dalla rivista Quattroruote

Articolo tratto dalla rivista "QUATTRORUOTE" - N° 565 NOVEMBRE 2002 - Pagina 198,199,200,201


UNA STORIA AMERICANA

Ci sono perfino degli americani che dividono la storia in "B.C." e "A.C.".
Dove, però, il significato non allude, come dovrebbe, a "before" e "after Christ" (ovvero prima e dopo Cristo), ma, molto più prosaicamente, a "before" o "after Corvette". Proprio così, come se la storia, cinquant'anni fa, fosse stata spezzata in due da questo evento: l'avvento della sportiva "born in Usa" per eccellenza. Ora, a qualcuno potrà sembrare giustamente esagerato, però resta un dato di fatto: il nuovo millennio è arrivato ormai da un po' e lei è semple li, eguale a se stessa. Senza un solo dubbio, un barlume di ripensamento, il bisogno di una pausa di riflessione. Con i suoi, quasi immutati, generosi volume da pin-up californiana, con il suo cofano smisuratamente lungo, il suo abitacolo piccolo, il suo spreco sovrano di spazio. Un gioioso inno all'irrazionalità, del quale, in quest'epoca di automobili-elettrodomestici, si sente per fortuna ancora bisogno.

Così, fa piacere ripensare a quei giorni del gennaio 1953 quando nel salotto buono del Waldorf Astoria Hotel di New York, sede del "Motorama Show", vedeva la luce
la prima "Corvette". Il frutto di un'intuizione venuta un paio d'anni prima ad Harley Earl, capo progettista della General Motors, in seguito via via affiancato da Ed Cole, capo ingegnere della Chrevolet, e dal famoso Zora Arkus-Duntov, direttore tecnico del progetto "Corvette". Passarono sei mesi dal debutto in società all'avvio della produzione, dapprima nello stabilimento di Flint, nel Michigan, poi in quello di St. Louis, Missouri. Ma la risposta del pubblico, inzialmente, non lasciò intuire che di questa vettura si sarebbe arrivati a produrre più di 1,2 milioni di esemplari. In realtà, bella la macchina lo era. Con il muso che sembrava racchiudere due file di denti serrati, l'accenno di pinne posteriori e l'innovativa carrozzeria di fibre di vetro. Peccato, però, che sotto il lungo cofano battesse un esile 6 cilindri da 3.8 litri, capace di erogare, nonostante il pomposo nome "Blue Flame", soltanto 150 CV. Troppo pochi, per una sportiva di razza. Per fortuna, due anni dopo, sarebbe arrivato il V8 conosciuto come "small block": una rivoluzlone destinata a segnare il destino degli 8 cillindri prodotti dall'industria americana. Pareti del basamento sottili, distribuzione ad aste e bilancieri, un albero a camme centrale, due sole valvole per clilindro : oggi sembrerà banale, ma si trattava di un capolavoro di semplicità ed efficacia, capace di sopportare con disinvoltura continui aumenti di cilindrata, dagli iniziali 4.3 a 4.6 e 5.3 litri. Con potenze che, nel frattempo, conoscono un'escalation impressionante, da 195 a 360 CV.

A quel putto, la "Vette", come la chiamano gli intimi, è diventata una sportiva adeguatamente muscolosa. Come bicipiti adeguati doveva avere chi cercava di domarla,
date le caratteristiche del telaio (derivato dalle berline Chevrolet) e dei freni a tamburo. Bisognerà attendere il '63 e la seconda generazione di ''Corvette" per registrare miglioramenti significativi. Oltre all'inconfondibile linea a squalo, la "Sting Ray" gode di un vantaggio considerevole: sospenioni a ruote indipendenti. Ancora due anni e un nuovo salto di qualità: quattro freni a disco e la possibilità di scegliere il "big block", ovvero un V8 da 6.5 litri con 425 CV e la coppia ragguardevole di 57,4 Kgm. Valori che, nel '66, salgono a 7 litri e 450 CV. A questo punto, la "Corvette" è pronta per entrare nella leggenda: raggiunge i 250 km/h e accellera da 0 a 100 km/h tin 4,5 secondi.

La storia successiva è fatta di alti e bassi, di crisi petrolifere e norme antinquinamento che ridussero, a metà anni 70, la potenza a 165, miseri CV. La fedeltà degli appassionati sarà premiata, nell' 89, con la "ZR1", la prima "Corvette" capace di raggiungere i 300 km/h, grazie al suo V8 5.7 litri da 375 CV. I fans, ora, aspettano la prossima mossa: la sesta generazione, rinviata al 2005 per volontà di Bob Lutz, responsabile dello sviluppo dei nuovi modelli GM. Che vuole una "Vette" più "cattiva"
di quanto ipotizzato inizialmente dai progettisti Chevrolet.

E.D.


Articolo tratto dalla rivista "ELABORARE" - N° 37 FEBBRAIO 2000 - Pagina 95

"La Chevrolet Corvette percorre il Curvane, un tratto molto impegnativo che raramente si riesce a fare in "pieno" con le vetture più potenti. La sua velocità di percorrenza è determinata dal tipo di pneumatici, dalla bontà dell'assetto e soprattutto dalla presenza o meno di appendici aerodinamiche. Il Curvane è molto selettivo… spesso la differenza tra un pilota e l'altro si nota proprio qui."
Dalla rivista Elaborare
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